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23/10/09

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Commenti

Pluto

Ho lavorato qualche hanno con Giuseppe Caprotti e avendo visto quanto scrivete sul vs. blog mi permetto - ad insaputa di Giuseppe - di mandarvi un brano tratto da una lettera che gli ho mandato quest'estate.
Penso che questo pezzo riassuma molto bene i sentimenti che il padre deve aver provato per il figlio tanto odiato.

"Purtroppo l'odio tra consanguinei esiste e a tal proposito Le consiglio di leggere il capitolo di Astone su Berger, un altro personaggio che ha scritto un libro contro il proprio figlio che ha "eliminato" dalle sue aziende perchè non gli ubbidiva...
"Onora il padre" inizia in modo simpatico ma finisce molto male anche perchè, come vuole la tradizione di questi vecchi pazzi, sparla molto del figlio e di altri ma non documenta assolutamente nulla!
Alla fine della lettura di "Onora il padre" ho buttato il libro nella pattumiera.

cordiali saluti"

filippo astone

Ciao, sono filippo astone, l'autore del libro Gli affari di famiglia.
Complimenti per il post, scritto in modo brillante (fai il giornalista anche tu? sembrerebbe..).
Mi sono permesso di riprodurlo, citando ovviamente la fonte, sul blog
del libro: www.gliaffaridifamiglia.it
Buona giornata
filippo astone

Stefano Hesse

Ciao Filippo, grazie per i complimenti. No non sono giornalista (anche se mi piacerebbe molto, chissà un giorno..) ma lavoro con molti giornalisti in gamba, dall'altra parte, quella aziendale. Io faccio questo: http://sottorete.typepad.com/about.html

Il libro è scritto alla grande. Bevuto in due giorni.

Pluto

Mi accorgo solo ora, rientrato in città, di avere erroneamente dimenticato di inserire il testo della lettera citata nel mio precedente post.
Mi scuso e prego il Sig. Astone, se lo ritenesse opportuno, di ripubblicare il testo intero. Grazie.

Ho lavorato qualche hanno con Giuseppe Caprotti e avendo visto quanto scrivete sul vs. blog mi permetto - ad insaputa di Giuseppe - di mandarvi un brano tratto da una lettera che gli ho mandato quest'estate.
Penso che questo pezzo riassuma molto bene i sentimenti che il padre deve aver provato per il figlio tanto odiato.

“… Per me è difficile immaginare l’ampiezza del tumulto emotivo e della pressione che devi aver subito questi ultimi anni dopo il “colpo di stato”. Rabbia, dolore, orgoglio ferito, delusione, odio, voglia di rivincita, disperazione, amarezza, solitudine e anche incredulità devono essere state presenti. Leggendo vedo i tanti segni di tuo padre che perfino io riconosco così bene nonostante il mio corto soggiorno al tuo fianco: il suo indiscutibile talento imprenditoriale, il marchio della sua personalità ed il suo carisma ma anche la sua prepotenza, il suo attaccar brighe, le esagerazioni teatrali, il fanatismo, la mania del controllo.

E’ straordinario che tu sia riuscito a raggiungere quel livello di imprenditorialità talentuosa così giovane e in un modo così diverso dal suo: comunicando con la gente, motivandola, usando la delega, lasciando spazio ed una certa dose di fiducia alle persone. Sono sicuro che questo ha giocato moltissimo sulla mente di tuo padre in tutti quegli anni. La gelosia è una cosa terribile, sai, assolutamente corrosiva. Da quello che ho visto lui era abituato a gestire le persone con una forte dose di paura, e nonostante ciò era fortemente irritato nel vedere persone spaventate a morte da lui. Non amava gli stupidi ma disprezzava ancor più i vigliacchi. Non ti ho mai visto affrontarlo verbalmente ma ti ho visto agire con quella determinazione ferrea tipicamente tua, con una tranquillità apparente ingannevole (ti ricordo contro Coca- Cola!), ottenendo risultati che doveva ammirare dentro si sé, se non apertamente: l’introduzione del non food, la Fidaty, la pubblicità, la comunicazione e soprattutto il fatto che le persone non solo ti rispettassero ma che tu gli piacessi.

Deve essere arrivato ad un punto dove era molto irritato perché stavi ottenendo risultati straordinari ma in un modo che era all’opposto al suo. Penso che il “colpo di stato” abbia significato reimporre il suo modo di gestire le cose che lui aveva sempre considerato il migliore e, ovviamente, l’unico, perché Suo. E non poteva sopportare di lasciare il centro della scena.

Ma tu eri un rivale troppo forte. Tu facevi tremare la – sua – barca.
Che peccato, avreste potuto formare una squadra formidabile e complementare, quando ci penso…”

Purtroppo l'odio tra consanguinei esiste e a tal proposito Le consiglio di leggere il capitolo di Astone su Berger, un altro personaggio che ha scritto un libro contro il proprio figlio che ha "eliminato" dalle sue aziende perchè non gli ubbidiva...
"Onora il padre" inizia in modo simpatico ma finisce molto male anche perchè, come vuole la tradizione di questi vecchi pazzi, sparla molto del figlio e di altri ma non documenta assolutamente nulla!
Alla fine della lettura di "Onora il padre" ho buttato il libro nella pattumiera.

cordiali saluti e grazie ancora.

filippo astone

Io lo aggiungo volentieri al mio blog, nessun problema, anzi è una cosa che mi gratifica.
Però sarebbe più corretto se lo facesse lei.
Basta andare all'indirizzo del blog (ww.gliaffaridifamiglia.it) e loggarsi per commentare.
Che ne dice?

Pluto

Gentile Astone,
ha ragione non consideravo questa possibilità e l'avrei fatto sicuramente.
Ho tuttavia notato che mi ha preceduto.
Grazie ancora e ai prossimi post.

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