Bloggers' test drive?
La settimana scorsa, la responsabile comunicazione di una grande azienda, diciamo di elettronica, mi ha chiesto come poteva "utilizzare" i blogger come cassa di risonanza per uno dei loro prodotti. La discussione era interna a alcune considerazioni più allargate sulla situazione della blogosfera italiana a livello di "moltiplicatore di notorietà".
Io una risposta definitiva non ce l'ho, nel senso che le dinamiche della blogosfera italiana non sono ancora ben delineate e che le aziende incominciano solamente adesso a ascoltare e interagire. Mi sono sentito tuttavia di sconsigliarle l'approccio "invio il prodotto e poi vediamo se ne parlano". A quel punto mi ha chiesto il perché. Il motivo è molto semplice, ed è ovvio per tutti coloro che un po' leggono i blog: basta mettersi dalla parte del lettore.
Se io sto per comprare un telefonino, per esempio, sono molto più orientato a prendere per buone le recensioni di chi ha visto passare molti oggetti tra di loro concorrenziali tra le mani, e non ascolterò di certo l'opinione di qualcuno che se va bene ha avuto in prestito un paio di telefonini dall'inizio dell'anno, come succede in molti blog.
Secondo: tra i vari blogger che vedo, l'offesa personale di non aver ricevuto un oggetto in prova è indirettamente proporzionale alle eventuali critiche che il blogger sarà disposto a fare nei confronti dell'eventuale prossimo prodotto che l'azienda in questione, accortasi della sua esistenza, sarà disposta a inviare. E' la natura umana. Ovviamente sono sicuro che esistano alcune eccezioni.
In parole povere: se esistesse in Italia un sito al quale ogni azienda manda i propri telefonini in prova per essere giudicati (e attualmente non credo ci siano blogger dotati di tale credibilità, correggetemi se sbaglio), probabilmente drizzerei maggiormente le antenne. Ma molte delle recensioni che leggo, tra i vari blogger contenti di essere stati inseriti nella "lista prova", sono solamente considerazioni superficiali a livello di "la fotocamera è potente", "il gps va bene", "blu non è affatto male".
Il che non cambia ovviamente di una virgola la mia considerazione d'acquisto, poichè sono conscio che l'autore del post in questione sia attualmente più interessato a poter dire presto ai propri lettori che un'altra azienda gli ha inviato un pacco, piuttosto che raccontarmi che quel prodotto ha funzionalità che non lo convincono per niente.
Questa, presentata a livello superficiale, è la base del motivo per cui mi sono sentito di sconsigliare l'attività "postale". C'è da dire invece che le conversazioni con la blogosfera possono essere molto interessanti per un'azienda che è in grado di recepire feedbacks e di mettersi un po' in gioco, aprendo la porta della conversazione a chi scrive tutti i giorni, ma portando la conversazione a un livello un po' più alto. Per esempio credo che io, personalmente, dovrei riuscire a dedicare ancora più tempo ad aprirmi a critiche e suggerimenti da chi utilizza i prodotti della mia azienda tutti i giorni, attività che già faccio ma che non ha limiti di miglioramento.
Ma, ripeto, la conversazione deve essere ad un livello più alto da entrambe la parti: l'azienda ci deve spendere del tempo di qualità, il blogger deve uscire dalla logica del gadget. My 2 cents, IMHO, o come diavolo vi pare :-)

Aggiungo un paio di considerazioni: e' ovvio che mandare un telefonino ad un sito nel quale blogger lo testino e' esattamente come mandarlo ad un giornale. Non so nulla di telefonini ma immagino che le azienda mandino gia' telefoni per recensioni ai vari siti specializzati. I blogger in questo non c'entrano molto. D'altro canto sono anch'io perplesso come te alla spedizione di un oggetto ad una lista di blogger a meno che l'unica esigenza dell'azienda enon sia quella che si parli (genericamente) del proprio prodotto. Mi pare che Sony abbia recentemente sparso un po' di telefonini in cambio di una recensione da parte di alcuni blogger, magari questo significa qualcosa in termini di visibilita' del prodotto sui motori di ricerca ed e' anche vero che per me lettore, se una persona che stimo parla di questo prodotto in termini positivi (senza bisogno di avere competenze tecniche e quindi in termini generici) per me e' lo stesso un valore. Certo visto che si parla di numeri esigui (io per esempio non ho letto alcuna recensione del telefonino sony scritte da persone che conosco abbastanza da fidarmi di loro) non so per le aziende ne vale la pena. In ogni caso mi apre una idea migliore piuttosto che spargerli a caso nelle redazioni dei quotidiani e dei magazine.
saluti
Scritto da: massimo mantellini | 20/07/08 at 23:42
su questo mi trovi perfettamente d'accordo.
Scritto da: Stefano Hesse | 20/07/08 at 23:49
Tra l'altro Sony i telefonini cui si riferisce Mantellini li ha regalati. E non forniti temporaneamente per la recensione. C'è una bella differenza. (Mi sembra evidente che l'operazione di cui sopra aveva come principale scopo la "link popularity").
Anche io sconsiglio l'approccio "invio il prodotto", per il bene dei lettori, ma anche dei blogger, che altrimenti poi diventano come i giornalisti...
Scritto da: Mr Oz | 21/07/08 at 01:11
A livello pragmatico, partendo dall'esigenza che ha esposto l'azienda a Stefano ("moltiplicatore di notorietà"), l'inviare dei telefonini ci sta tutto. Se poi spostiamo il discorso sullo sviluppare le conversazioni, ovviamente il discorso cambia e assume un ruolo strategico. Invece, in merito all'operazione tattica, penso che ci siano delle opportunità che, in ogni caso, possono essere opportunamente misurate.
Sull'attendibilità delle recensioni, penso occorra fasarsi sulle logiche del passaparola classico, nel quale il nostro amico-esperto non è che prova tutti i telefonini; magari è fissato su un brand o meno e sta a noi "pesare" le sue valutazioni. La differenza è che un blogger che scrive di un prodotto palesando che lo ha ricevuto in omaggio, si gioca la credibilità secondo un meccanismo tutto sommato piuttosto nuovo e ancora tutto da decifrare nei dettagli.
Per la cronaca: io sono uno dei recensori del Sony di cui sopra :)
Scritto da: Mauro Lupi | 21/07/08 at 09:25
Quindi Mauro ti sei giocato la tua credibilità?
Inviare dei telefonini può anche avere un buon risultato dal punto di vista dell'azienda. Ma non è agli utenti che abbiamo detto si deve dare la piorità?
Il problema è che il passaparola sul web non avviene solo tra amici, ma tra perfetti sconosciuti. Ecco perché la conoscenza dell'argomento e quindi l'attendibilità ha il suo peso.
Scritto da: Mr Oz | 21/07/08 at 16:28
Mi sono espresso male: voglio dire, il blogger rischia la credibilità se fa una "marchetta" e non una recensione spontanea e sincera. Poi magari uno se la gioca su altre cose :)
Scritto da: Mauro Lupi | 21/07/08 at 18:49
Hai ragione sul livello.
Messo così, in tutta sincerità, è piuttosto basso.
Scritto da: Fabio | 21/07/08 at 23:48
rimango dell'idea che se ai blog ci si vuole appoggiare, devono essere settoriali. Vuoi parlare di cellulari? Bene, spediscili a dei blog di telefonini, di tecnologia, con persone che li smontano e dicono che ne pensano (davvero, con della competenza, ed in libertà). Mandarli a gente che scrive di marketing o di cucina non lo vedo molto efficace, anche perchè chi va su quei blog cerca altro, non un cellulare. E il post non lo prende nemmeno in considerazione.
PS: perchè i blog giusti li sto scoprendo a rate? sarò io che sono lento :)
Scritto da: baldo | 22/07/08 at 00:49
Io non sono tanto d'accordo sull'invio di testers ai soli blogger specializzati, proprio perché a mio avviso essendo quelli più esposti a questo genere di sollecitazioni da parte delle aziende mi fanno sospettare che il giudizio sia guidato. Preferisco per es comperare un telefonino (ma mi pare che l'obiettivo immediato non sia la vendita sic et simpliciter quanto la discussione attorno all'oggetto) se a parlarne bene è uno di cui mi fido e che si occupa di cucina, perché no?
Ritornando al topic mi pare di essere abbastanza d'accordo con Lupi, se l'obiettivo dell'azienda è il moltiplicatore di notorietà allora ci sta'. Io lo sto facendo con il vino, che forse ha dinamiche un po' diverse, non lo so, ma non mi aspetto che poi chi lo ha provato, oppure chi legge su un blog di uno che lo ha provato, sia colto da impellente bisogno di andare ad acquistarlo. Per me è più importante mostrare al pubblico che la mia azienda è disposta a correre il rischio di una recensione negativa - col vino ci stà sempre - che io stesso renderò pubblica insieme con le altre sul mio blog. A me sembra che questo sia il vero valore aggiunto dei testers, almeno per una azienda come la mia.
Scritto da: gianpaolo | 22/07/08 at 09:41
Beh, Gianpaolo, dei telefonini non mi importa, ma il vino te lo recensisco volentieri :-)
Scritto da: Stefano Hesse | 22/07/08 at 10:07
Giampaolo, non afferro il valore di una recensione negativa/positiva di un tuo vino scritta da uno che di vini non capisce un'H.
Non vorrei che questa rivoluzione dal basso finisse per abbassare la qualità delle cose.
Ecco poniamo che Stefano recensisca il tuo Capatosta. Facciamo finta che lui non distingua un barolo da un sangiovese. Poniamo che scriva una recensione positiva, ma piena di errori da inesperto. Cui prodest?
Ora facciamo finta che al posto tuo, che sei molto attivo e seriamente impegnato sul web, ci sia la grande azienda di cui parla Stefano...
Mi sono capito?
Scritto da: Mr Oz | 22/07/08 at 12:24
@Stefano, iscriviti al pannello di di assaggio, lo trovi sul mio sito (vale anche per altri che leggono).
@Mr Oz. Una recensione negativa, in mezzo ad altre, si spera più numerose, positive, stà a significare che queste ultime non sono marchette, falsi, robe addomesticate. Se poi Stefano nel recensire il mio vino palesa evidenti incapacità di analisi (ipoteticamente Stefano...), tutto si spiega da solo, no? Inoltre secondo me stà lì a dire che l'azienda si fida talmente della qualità del suo prodotto da non temere recensioni negative. Naturalmente questa strategia è valida solo se il prodotto è buono, perché se per ipotesi le recensioni fossero tutte negative tranne una o due positive, allora sarebbe un guaio per l'azienda. Ma questo è quello che rende interessante la cosa, credo. Tanto più che, nel mio caso, non sono io che scelgo i degustatori, ma sono loro che si autosegnalano iscrivendosi al mio panel senza che io li conosca, almeno molti di loro. Insomma mi sembra una scommessa trasparente, e per questo spero apprezzata.
Scritto da: gianpaolo | 22/07/08 at 14:53
Non c'è niente di nuovo nell'aria, le aziende stanno scoprendo i blog ed approcciano a questi come hanno approcciato finora riviste e testate (di settore e non).
Alla lunga questa strategia di comunicazione (se possiamo farla assurgere a strategia) a mio modo di vedere sarà fallimentare e causerà un sovraffollamento di post che parleranno di questo o quel prodotto e nessuno ci farà più caso anzi, tenderemo sempre più a "bannare" quei blog.
La vera discriminante, come ha evidenziato Stefano, sarà la capacità della singola azienda di mettersi in gioco e di aprirsi ad una vera conversazione. Ed è quello che cerco di far capire quando mi parlano di azioni di comunicazione sulla blogosfera. Ma, finora, non ho visto aziende pronte a questo... almeno non da noi.
Scritto da: VRiccardo | 22/07/08 at 15:19
In realtà di cose nuove ce ne sono, ma spesso vanno nella direzione sbagliata. Per esempio la responsabile della comunicazione che fortunatamente ha chiesto lumi a Stefano avrebbe potuto invece cascare qui: http://www.reviewme.com/
Scritto da: Mr Oz | 22/07/08 at 15:43
gianpaolo: lo farò presto. Ma ti avverto: il Morellino è uno dei miei 3 vini preferiti :-)
Scritto da: Stefano Hesse | 22/07/08 at 16:35
Stefano: con piacere. Ti avverto anch'io, noi siamo una delle tre aziende migliori di Morellino :-)
Scritto da: Oliver Paglia age 6 | 22/07/08 at 17:52
ops, Oliver Paglia age 6 è mio figlio...ma non era lui a scrivere a Stefano :-)
Scritto da: gianpaolo | 22/07/08 at 17:56
Io trovo molto affidabile il "ti trovi d'accordo con la recensione di Pincopallino" su http://www.mymovies.it/. Altrimenti sarebbe molto adeguato anche un bel forum non moderato sul sito dell'impresa nel quale i blogger o non blogger che hanno ricevuto il prodotto o che lo hanno provato perché semplicemente se lo erano comprato ne discutono apertamente. Da lì poi si parte per migliorare il prodotto o le strategie di vendita. L'unico problema è che un forum necessita di un grado di partecipazione abbastanza alto e dev'essere visibile almeno sulla homepage della ditta produttrice. Per la partecipazione sarebbe sufficiente chiedere la partecipazione alla discussione ai tester anziché la stesura di un post.
Trovare un post isolato da altri pareri su un prodotto messo in mano ad un non esperto non mi fa né caldo né freddo, a meno che dalla recensione non si capisca che il blogger ha le mie stesse esigenze. Ma il target in questa maniera è davvero ristretto.
Dopo la discussione sul forum, magari con un termine temporale di due o tre mesi, si fa seguire una bella recensione che riassuma il tutto, che un potenziale cliente, difficilmente sta a leggersi un centinaio di interventi su forum.
Scritto da: Daniel Colm | 22/07/08 at 18:32
Gianpaolo e figlio: e difatti ora che sono andato sul tuo sito ho riconosciuto l'etichetta. Disclaimer: questo commento non vale come recensione positiva :-)
Daniel: ho bisogno che mi spieghi il valore aggiunto del commentare una recensione come su mymovies. Mentre non pensi che il forum di blogger sul prodotto rischi di andare oltre quello che ci si vuole aspettare a livello di giudizio? Grazie.
Scritto da: Stefano Hesse | 22/07/08 at 20:54
Stefano concordo con il tuo approccio e devo dire che i vari interventi hanno stimolato da parte nostra la voglia di analisi per capire, attraverso l'oprazione w760i, l'efficacia di tali azioni.
Ho scritto e inserito qualche interessante grafico interpretativo qui
http://www.frozenfrogs.it/buzz-positivo-negativo-attorno-al-sony-w760i/
Spero sia utile alla conversazione.
saluti
Gianluca
Scritto da: Gianluca Arnesano | 23/07/08 at 12:29
Avevo scritto un commento di risposta, ma vedo che non è stato pubblicato. Vedo di sintetizzare quello che volevo dire:
L'approccio di mymovies permette un commento relativo ad un prodotto scritto da un esperto o da qualcuno che non conosco. Non possono dunque fidarmi a priori o supporre che le attenzioni che ha prestato questi siano simili a quelle che presterei io in un'analisi. Dunque mi torna utile sapere come la pensano altri internauti, se ritengono che il commento sia veritiero o meno. Se l'80% concorda con l'autore, presterò volentieri fede al commento redatto.
Il "sistema forum" sarebbe una discussione su un prodotto che porterà infine ad una sintesi simile agli articoli di Wikipedia che rispecchiano varie opinioni e permettono di affiancarle e metterle a confronto in un unico testo. Lo svantaggio in questo caso è che probabilmente ci vorrebbe notevolmente più tempo se l'articolo viene continuamente migliorato o modificato.
Scritto da: Daniel Colm | 23/07/08 at 14:55
Scopro con interesse questo post.
Con altrettanto interesse rispondo.
Rispondo da fan della sony ericsson e -quindi- audience più o meno diretta dell'operazione di buzzparadise.
Il punto focale non è la marchetta per sé stessa.. ma la scelta di coloro che l'avrebbero dovuta/potuta fare relativamente al tipo di prodotto promosso.
Il w760, la campagna "i miei mondi", la pubblicità, la relativa uscita del w760 in modalità "mtv phone" rappresenta un pubblico preciso: giovani.
Il w760 è un telefono per chi vuole divertirsi con il telefono.. non cerca prestazioni da Iphone o da HTC.. non è un business man.. non è un tecnophilo.
E' un teen.. uno di quei teen che fa sound snacking.. che acquisterà temi personalizzati, gamez e suonerie.
L'errore di attribuzione di fondo è che il w760 è stato mandato a soggetti non in linea con i reali utilizzatori del prodotto.
Che Mauro mi perdoni ma prendo proprio il suo post perchè è esemplificativo:
un blog in pole position nella classifiche, ipoteticamente l'arena perfetta.
Il problema è che Mauro è una "star" verso un certo pubblico.. che non è lo stesso che acquisterà il W760.. ed il fatto che dica "non sono in target per cui lo do a mia figlia Francesca", facendo poi cadere ogni ulteriore dialogo trasmette -semplicemente-:
mi hanno dato questo telefono ma non so che farmene.
Su youtube ci sono due ragazzine, italiane, che realizzano dei video mimando delle canzoni dei cartoni animati.. hanno un myspace, un gruppo di fan e migliaia di accessi.
Non vorrei peccare di presunzione.. ma credo che loro fossero un esempio di "star" giuste a cui inviare i telefoni. Della serie: SE vi regala questo telefono. Provatelo. Usatelo per realizzare il prossimo video e diteci cosa ne pensate..
Anche i post tecnici di andrea beggi, pur essendo partiti dal minimo comun denominatore W760 si sono, giustamente, poi spostati su annose questioni (tariffe, fring etc)..
Per fare leva sull’endorsement delle celebrities.. bisogna conoscere quali sono le celebrities a cui rivolgersi..
Da che esiste il commercio c'è sempre stato chi ha fatto l'evangelizzatore.. in modo più o meno cosciente, chiamiamolo sneezer - se preferite-, fa poca differenza.. l'unica differenza sta nella passione. Nella passione che qualcuno, realmente coinvolto, riesce a trasmettere. Coinvolto verso il brand, coinvolto verso i valori che offre, coinvolto verso il prodotto.
E che riesce a trasformare un'esperienza in confronto, in interesse.. Quello che manca a questi post, è il calore di una persona umana. Se voglio una recensione tecnica, vado sul forum telefonino.net o cellulari.it.. so a chi rivolgermi... ma se voglio il consiglio di un amico?
Scritto da: capitano | 23/07/08 at 16:28
Oh Capitano, mio Capitano. Tu hai ragione. Ma l'operazione di cui parli è stata fatta esclusivamente per un motivo: link popularity (sia del telefono che di BàzParadais). E da questo punto di vista ha funzionato.
Io personalmente la uso come case history da cui imparare quali sono gli errori da non commettere in una operazione simile.
Copio e incollo dal post di Stefano la regola aurea: "basta mettersi dalla parte del lettore".
Scritto da: Mr Oz | 24/07/08 at 00:52
Ciao Stefano Hesse, mi piacerebbe poterti porre privatamente una questione inerente, ti lascio quindi la mia mail diegodefusco@hotmail.it per poter stabilire un contatto proficuo. Grazie a presto.
Scritto da: Diego | 27/07/08 at 15:41
che significa "basta mettersi dalla parte del lettore?" chi blogga non legge, non è lettore?
Quando (E SE) scrivo una recensione di qualcosa - qualcosa che mi mandano o che invece ACQUISTO DI MIA SPONTE - ne parlo esattamente come mi aspetterei di leggerne da uno "che ne sa". Quando parlo di cellulari con gli amici, non parlo del colore o se manda gli sms, non me ne frega niente. Parliamo della precisione del GPS o della velocità di navigazione, delle caratteristiche avanzate della fotocamera. E quando ne parlo sul blog dico le stesse cose, visto che grazie a Dio non soffro di personalità multiple :)
Scritto da: Marco Cilia | 30/07/08 at 08:34