Sul corriere di oggi, Severgnini parla, ancora, della differenza di credibilità tra notizie apparse su blog e notizie apparse su carta stampata. La tesi è semplice: a parte piccoli e sporadici esempi, le notizie veritiere saranno sempre sui giornali tradizionali.
Io ho conosciuto Severgnini e ne ho una enorme stima professionale e credo, personale. Questi tesi però non convince. Non può convincere chi, come me, con i media lavora tutti i giorni. Alcune delle vicende, anche le più recenti, che hanno coinvolto realtà economiche del nostro Paese, hanno visto le analisi migliori non solo offline, ma, per esempio, da persone all'interno delle realtà analizzate, da giornalisti stessi che, diamine, avevano molto più spazio sui propri, di blog, da molti altri attori che non risiedono sotto un cappello di potentato editoriale.
Semplicemente: è inutile generalizzare, i blogger non sono i nuovi reporter, sono blogger. Utilizzano uno strumento nuovo per dire più cose a più persone. Che poi dietro il blog ci sia un politico, un poliziotto o un dipendente Telecom, il sunto non cambia. Come si può affermare questo quando i meccanismi di do ut des a livello pubblicitario/editoriale sono chiari a tutti? Quando inspiegabilmente da un giorno all'altro spariscono articoli sul furbetto di turno e casualmente i fatturati pubblicitari della testata si ingrossano?
Dall'altro canto ho quotidianamente la fortuna di lavorare con giornalisti eccezionali, che sul pezzo ci lavorano, che danno e accettano critiche, con i quali si cresce e ci si confronta. Ovvio, il bilanciamento sta tra il loro talento e la gabbia editoriale più o meno spessa che si trovano a affrontare.
Piantamola di pensare che i blogger siano il giornalismo del futuro. Piantamola di pensare che la carta stampata sia l'unico dispensatore di informazione qualitativamente corretta. Sono entrambi assiomi falsi.
Le interpretazioni di un testo possono essere sempre varie. Ti do la mia, per esempio: Severgnini nel suo articolo auspica che la diffusione dei blog stimoli i giornalisti di mestiere, e le testate giornalistiche, a svolgere sempre meglio il proprio lavoro, con sempre "maggiore indipendenza dai capricci della proprietà e del potere (economico, politico)".
Il limite dei blog è la enorme frammentazione delle voci che porta a "tribuni della plebe" eletti sul web, quello dei giornali stampati è la sudditanza ai poteri. Perciò Severgnini spera che si recuperi l'"autorevolezza" del quotidiano a stampa grazie alla blogosfera, che di per sé l"autorevolezza" non ce l'ha per definizione, e se mai ha - o può avere - efficacia di comunicazione.
Siccome anche Novella 2000 ha una grande efficacia di comunicazione, e non mi pare che il Corriere o Repubblica siano da mettere sullo stesso piano, Severgnini pare spronare i professionisti della carta stampata a marcare ancor di più la differenza.
Io così ho interpretato l'articolo, e mi sembra molto autocritico.
Non leggo ancora autocritiche nella blogosfera.
Scritto da: Pasquale Salerno | 28/09/06 a 14:48
interpretazione molto intelligente e condivisibile. In questo caso però sarebbe un errore di Severgnini. Il suo stile e personalità dovrebbero essere molto più diretti. Troppe intepretazioni portano a troppe versioni. E' uno sport che non piace più. Grazie cmq.
Scritto da: Stefano Hesse | 28/09/06 a 14:54
Ognuno ha il suo stile e la sua personalità, checché desiderino gli altri e chiunque siano gli altri che lo desiderano. Preferirei fossero un po' più dirette persone con maggiori reponsabilità e maggior potere di influire sulla mia vita quotidiana attraverso le loro decisioni.
Interpretare non è mai stato uno sport, ma una delle modalità caratteristiche di ogni essere vivente, che porta a capire meglio un contesto o un messaggio senza accontentarsi della superficie (soggettiva, di solito, più che oggettiva), e a fare passi avanti: devo essere rimasto un po' indietro sulle recenti scelte del Comitato Olimpico Internazionale...
Scritto da: Pasquale Salerno | 28/09/06 a 15:39
Spesso è proprio il gioco della interpretazione che porta a voler vedere le cose un pò come le si vuole. Forse è tempo di non accontentarsi della superficie, ma di esigere che la superficie già di per se sia foriera di messaggi chiari e precisi. Altrimenti sarà sempre e solo una gara di Pirri che giocano al più intelligente. E dato che il Cio lo ha inventato De Coubertin, la sola necessità di vincere risulta già sbagliata in partenza.
Per quanto riguarda le persone con maggior potere, l'audizione odierna del Presidente del Consiglio e le relative reazioni tra i bancali lasciano ampi margini di miglioramento. Spiacente.
Scritto da: Stefano Hesse | 28/09/06 a 16:47
"Spiacente"? E di cosa mai? De gustibus... ;)
Scritto da: Pasquale Salerno | 28/09/06 a 18:32
no, non spiacente per te, ma per noi, per quello che abbiamo visto in Parlamento oggi...
Scritto da: s | 28/09/06 a 19:00
....visto che si parla di "interpretazione" e di "de gustibus":
- proprio ieri sera guardavo e riguardavo G.News e pensavo di aver bisogno, ad esempio, di personalizzare la mia edizione con riquadri che cerchino le mie parole chiave DENTRO i blog. Hai ragione, Stefano, con la storia dei falsi assiomi (anche se fino a poco prima di leggerti ero convinto di essere un giornalista pure io --inquanto blogger...) però è pur vero che son "notizie" anche quelle dei blog
- la Rete, il Web offrono tanto a La Repubblica quanto a me blogger strumenti eccezionali. Spesso liberi da catene e lacciuoli presenti nella vita "reale" e nella carta stampata. Ad esempio, posso parlare di Prodi pure io, ma inserendo una parolaccia nel testo: fino a poco tempo fa dovevi scrivere all'angolo della posta del tuo quotidiano preferito e sperare d'essere scelto per aver la tua "idea pubblicata" (senza parolacce però...)
- Beppe? Un amico da sempre! Ma, sempre ieri ho letto un piccolo "pezzo" su FilmIndustries che mi è piaciuto alquanto. Ricordo, infine, che di Beppe conservo, orgoglioso, ancora una email di anni fa. E, guarda caso, si trattava di posta "elettronica" ;-)
-Un "buon interpretatore" è colui che oltre a conoscere l'argomento, conosce abbastanza bene pure sé stesso. Si potrebbe quasi dire "a buon interpretator, poche parole" o qualcosa del genere. Se ciò che scrivi ha pure un fine, allora meglio tenerne conto
Scritto da: l'altro fabio | 28/09/06 a 19:32
"i meccanismi di do ut des a livello pubblicitario/editoriale sono chiari a tutti?"
no:
per noi terra terra, cosa diventa "do ut des" e e la frase tutta, in italiano?
Scritto da: José | 29/09/06 a 08:08
Questa discussione sta fin diventando noiosa. E pur con l'enorme rispetto che ho per Beppe Severgnini, temo che gli sfugga un elemento: il paragone tra UN giornalista e UN blogger volto a dimostrare che il primo è più competente del secondo è fallace.
Il giornalista vive della sua firma, il blogger fa parte di un sistema che impietosamente filtra e giudica, sottoponendo al lettore solo quanto giudicato valido.
E poi che palle, sempre e solo i blog, come se l'interazione telematica fra persone non fosse vecchia almeno come Internet.
Quando Mark Russinovich ha inchiodato i DRM delle majors, Reuters ne ha parlato eccome, contrariamente a molti giornalisti di casa nostra.
Io però la storia la sapevo già tutta grazie a Slashdot
Scritto da: Gianni Catalfamo | 29/09/06 a 08:40
Interessante che un giornalista di una testata che attinge dalla blog sfera almeno un paio di pezzi al giorno senza citare le fonti e senza linkarle, semplicemente inserendo la dicitura: "da internet" faccia la paternale sulla credibilità delle informazioni.
Tra una informazione pagata dagli inserzionisti e una informazione gratuitamante data da un blogger che non deve rispondere a nessuno del suo pensiero la MIA tesi è che le notizie veritiere saranno sempre nelle rete.
E la dimostrazione è proprio questo articolo che mi sembra molto "telefonato" (strategicamante preparato per sensibilizzare qualcuno).
Ma cominciare a fare i giornalisti, no ?
Per accreditare la mia informazione l'unico mezzo è screditare gli altri ?
Quello che è sfuggito a Severgnini è che, non lo decide mica lui chi è credibilie e chi no lo decido io. E se prima leggere 10 giornali era complicato adesso leggere 10 post è molto più semplice poi deciderò io a chi credere.
Scritto da: Film Industries | 29/09/06 a 12:05
ciao volevo segnalarti questo community blog sul citizen journalism (si possono pubblicare articoli senza alcuna registrazione):
www.Lamianotizia.com
Facci un salto se ti va e magari pubblica pure qualche tuo post (o anche commento), tanto puoi anche linkare il tuo blog.
A presto!
Scritto da: Alby | 29/09/06 a 13:13
a nostro insidancabile giudizio il pezzo migliore ce l'ha il manteblog
Scritto da: noisiamoilweb | 30/09/06 a 04:28
è OTTIMA l'idea di lamianotizia
Scritto da: noisiamoilweb | 30/09/06 a 09:39
Ecco una storiella che mi sembra proprio pertinente.
Un giorno Oliviero Beha nel suo blog pubblica un post (eccolo: http://www.behablog.it/dett.php?id=279). In questo post RIPORTA l'intervento di una giornalista, pubblicato sul forum di ANNOZERO.
Quindi il percorso e' questo: una tizia pubblica un post su Annozero. Beha lo legge, gli piace e lo copia-incolla in un proprio post.
Il pezzo e' un delirante minestrone che parla un po' di tutto e che collega misfatti a misfatti in una grande rete di trame e delittuosi legami tra i potenti della Terra italica.
Questo fantasmagorico racconto tira in ballo Leonardo Servadio, storico imprenditore italiano (fondatore del marchio sportivo Ellesse) descrivendo con grande imprecisione e con molta fantasia alcune vicende che lo riguardano.
Sebbene in rete si trovino persone che inveiscono da anni contro questa giornalista a causa della sua scarsa propensione a documentarsi prima di scrivere e la sua predilezione per il sensazionalismo, Beha si bea del fabuloso racconto e lo trascrive sul suo blog.
Diciamo che nel forum di Annozero non se lo sarebbe filato nessuno. Ma Beha e' uno che ci capisce, se lo ha copincollato ci sara' un motivo.
Ecco che un altro Ottimo Giornalista di una Prestigiosa Testata (mica roba da poco: Il Mondo) legge il post di Beha e a sua volta si bea della succosa messe di scoop da ri-ri-trascrivere.
Succede cosi' che il delirio di una delirante impreparata giornalista, di blog in blog, arriva alla carta stampata, unica depositaria della Verita'.
Essendo molto bravo, l'ottimo Severgnini a volte e' cosi' affascinato dal proprio eloquio da essere capace di soccombervi.
Scritto da: Marco | 05/12/07 a 17:10